sabato 26 novembre 2011

I Suggerimenti di Daniele Cerioli



1.  Tutti i cassaintegrati dal 1° giorno che sono in cassa integrazione e quindi retribuiti dal sistema di ammortizzatori sociali, si devono presentare al lavoro nel comune di residenza ogni mattina alle ore 8 tramite l'Agenzia del Territorio che gestisce  il comune stesso, in funzione delle attitudini e delle mansioni svolte. Svolgendo lavori che servono alla collettività, sino al giorno di reingresso nell'azienda di appartenenza.  
Questo dovrebbe valere anche per i disoccupati che ricevono sussidio dal sistema paese,  sulla base di euro 10/ora.  Per cui se percepiscono 200 euro a mese devono dare al sistema paese 20 ore di lavoro al mese

2. Tutti gli atti relativi agli immobili  migrano dai notai  al comune. Compratore e  venditore pagano al comune un compenso per il passaggio degli immobili e gli atti correlati mutuo o altro. Il comune rilascia il certificato di proprietà se l'immobile è regolare (previo verifica di agibilità di tecnico del comune) questo documento è l'unico che ne attesta la proprietà e che deve seguire l'immobile durante tutta la sua vita con tutti i vari passaggi (come per le auto).




3. Ogni impresa che fa lavorare a tempo indeterminato giovani compresi nella fascia di età 24 - 35 anni riceve ogni anno un bonus fiscale  in compensazione pari al 10% della retribuzione erogata al giovane che risulta assunto a tempo indeterminato: Esempio: se la Fiat  avrà 10.000 dipendenti in questa fascia  riceverà uno sconto sulle tasse dovute di 10.000 x 10% delle retribuzioni erogate ai giovani assunti a tempo indeterminato

Buon lavoro e forza col movimento delle nuove idee utili ai nostri figli

Daniele Cerioli anni 61 esperienze di 32 anni bancario quadro direttivo e ora imprenditore :
daniele.cerioli@email.it

martedì 22 novembre 2011

Nuove idee le trovate nel Top 100 Global Thinkers of 2011 di LSDP

di       
LSDP-04
Cari lettori di LSDP, ecco a Voi la nostra classifica dei pensatori globali del 2011.
 
 Prima di lasciarvi alla lettura, alcune “istruzioni per l’uso”. Qui trovate un riassunto dettagliato sui criteri che hanno guidato le nostre scelte. Nelle motivazioni trovate invece dei link per approfondire la conoscenza di ogni “global thinker”, in attesa dell’ebook/pdf in cui presenteremo i loro profili in maniera più estesa. Come lo scorso anno, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Se la classifica vi è piaciuta aiutateci a condividerla sui vostri profili Facebook e Twitter, diffondendola tra i vostri contatti. Se avete amici stranieri fatela leggere anche a loro, usando la versione in inglese che abbiamo pubblicato in contemporanea. Se invece la classifica non vi piace fateci comunque avere le vostre critiche, che per noi sono preziose tanto quanto gli apprezzamenti. Adesso però ci siamo, buon pensiero globale a tutti!
 

martedì 15 novembre 2011

Giuseppe Goglio spiega le Potenzialità della Valle Olona



....La scelta dell’argomento  è stato quello di portare esperienze di viaggio. Viaggi dove cogliere l’occasione per cercare di imparare, provando ad accantonare la discutibile tendenza di molti italiani a viaggiare con la pretesa di insegnare.
L’obiettivo era, e resta perfettamente in linea con Valle Olona.com, propositivo. Raccogliere idee e indicazioni utili e rendere migliore la nostra casa, nel senso più esteso del termine, vale a dire la zona nella quale ci muoviamo tutti i giorni. In pratica, ritengo controproducente mettere le istituzioni di fronte a progetti faraonici o teorie macroeconomiche. La complessità implicita diventerà un ottimo pretesto per ignorarle. Di fronte a idee semplice, ma realizzabili soprattutto con buona volontà invece, l’impaccio amministrativo diventata la regola appare molto meno giustificato.
Nella realtà della Valle Olona, tutto questo si può tradurre con numerose proposte. Molte di più di quante sia possibile immaginare. Due esempi su tutti, continuando con una certa testardaggine a credere di poterne un giorno finalmente discutere in modo costruttivo con qualche Amministratore di buona volontà. Nel caso, vista la tendenza consolidata a scartare qualsiasi idea che non nasca all’interno di una Giunta, anche solo per non dover riconoscere meriti altrui, sono pronto a non rivendicarne la paternità e ad attribuire il merito a chiunque mostrasse la volontà di trasformarla in progetto.
Il primo caso è Fontaine de Vaucluse, un paese della Provenza, nel Sud della Francia. La presenza di una sorgente sotterranea e una sorta di profondo lago carsico hanno favorito anni fa l’insediamento di un industria della carta. Oggi, a ricordare quel periodo resta un mulino, molto simile ai tanti ancora presenti lungo l’Olona. La differenza è che questo mulino è tuttora in funzione. Come in origine, viene usato per la produzione della cellulosa, sfruttata poi nel laboratorio adiacente, a vista di tutti, per la realizzazione di prodotti artigianali. Prodotti messi in vendita nel negozio vicino, dove gli affari hanno tutta l’aria di andare decisamente bene. Intorno, bancarelle, chioschi, ristoranti, alberghi, bed & breakfast, posteggi, percorsi pedonali, un piccolo campeggio e anche un’area camper. In pratica, tutto quanto serve ad accogliere turisti, a trattenerli e far sì che tornino a casa soddisfatti. La migliore pubblicità. Tutto in un paese di circa seicento abitanti.
La Valle Olona in quel luogo sembrava al tempo stesso molto vicina e molto lontana. Vicina come conformazione e risorse, lontana anni luce per spirito di iniziativa e buona volontà. Da una parte, un fiume, un mulino e il territorio visto come risorsa, e di conseguenza conservato e valorizzato con un’economia locale capace di impegnare centinaia di persone. Dall’altra, parole, indifferenza e programmi incapaci di guardare oltre la scadenza elettorale.
L’altro esempio potrebbe essere la regione tedesca della Rhur, troppo simile e al tempo stesso troppo lontana come mentalità dalla Valle Olona. Meglio allora guardare a una zona non molto distante, l’area industriale sul Reno all’altezza di Strasburgo, al confine con la Germania. Una parte di quest’area è tuttora attiva e dà lavoro, ma la fascia lungo il fiume è diventata un grande parco. Una fascia di verde lunga chilometri, impreziosita da interventi di diversa natura. Ponti dall’architettura originale ma non invadente, percorsi in mezzo alla natura dove non mancano richiami all’arte e alla storia e, seguendo le consuetudini Nord-Europee, con iniziative finalizzate a coinvolgere bambini e quindi famiglie. Inoltre, aree giochi una diversa dall’altra, zone a uso esclusivo di Bmx, pattini e skateboard, labirinti e altro ancora. Infine, una semplice torre in legno e acciaio in mezzo al parco, realizzata con il contributo della popolazione in cambio di targhe commemorative su ogni gradino, offre un richiamo irresistibile da lontano e invita a tornare.

Potenzialità che in Valle Olona non solo non mancano, ma sono presenti in quantità ben maggiore, con in più un patrimonio storico importante. Gli edifici del periodo industriale abbandonati e idonei a un rapido recupero come piccoli musei tematici (la Valle stessa, la Valmorea, il Ciclocross, la produzione della Carta, la storia, l’acqua, il tessile, …) o altre attrazioni non mancano. La storia ha lasciato tracce preziose, il passaggio di persone potenzialmente attratte è altissimo, la natura accudita è pronta a trasformarsi in risorsa. Anche progetti per tanti negativi come la Pedemontana possono essere trasformati in opportunità, basta iniziare a mettere da parte strumentalizzazioni ed entrare nella mentalità di capitalizzare qualsiasi situazione. Invece, l’elenco delle occasioni gettate si allunga. PLIS, Expo 2015, Mi-Lu, Ferrovia della Valmoresa, sono solo alcuni esempi.


Le idee ci sono, le potenzialità anche, manca un ingrediente fondamentale. Sono tutti progetti per la cui realizzazione è indispensabile unire le forze. Un solo Comune, una sola Associazione non può andare lontano. Imparando a guardare oltre il proprio orto, a pensare all’interesse di una comunità e non alla propria campagna elettorale, unendo le forze al fine di realizzare un progetto per volta, un percorso lungo e impegnativo può essere diviso in piccoli passi alla portata di tutti.

Di seguito, invece, trovate  anche le critiche propositive di Giuseppe Goglio che volentieri accettiamo per migliorare i futuri Barcamp: "Inizialmente, sembrava un appuntamento come tanti. Uno di quelli il cui unico compito era inserirlo nell’Agenda di ValleOlona.com. Tutto però è cambiato quando gli organizzatori di Iniziativa 21058 hanno insistito per un intervento personale a BarCamp. Un giornalista solitamente dovrebbe concentrarsi sull’ascoltare le altre voci piuttosto che cedere alla tentazione di arringare lettori o platee. Per il semplice fatto di aver ricevuto una richiesta però, declinare l’invito sarebbe risultato poco opportuno. La piena convinzione di dover partecipare è arrivata al termine di un breve scambio di battute via e-mail, con la consapevolezza di poter contribuire in modo concreto a sostenere la comunità dove mi trovo a vivere ormai da lungo tempo.
L’idea di mettere a confronto punti di vista differenti e stimolare un dibattito risultava particolarmente invitante, e insolita per una zona come Solbiate Olona e dintorni. Insolita però si è rivelata anche la collocazione nel calendario, tale da scorag
Davanti a pochi intimi comunque, l’esperimento BarCamp è andato in porto. Di fronte alla richiesta di analizzare, senza pregiudizi e senza remore, la serata è quindi il momento per un’analisi. Difficile parlare di successo, questo è apparso evidente a tutti. Diversamente da altre situazioni simili però, un ottimo punto di partenza è come Iniziativa 21058 sia stata la prima riconoscerlo e a trarre quindi insegnamenti per il futuro.giare la presenza di pubblico, grazie anche a un clima non esattamente alleato.
Mi è stato espressamente chiesto di essere più schietto possibile, decisione rischiosa quando si ha di fronte un giornalista, ma anche coraggiosa. Come già accennato, l’idea è apparsa buona. La messa in pratica molto meno. La volontà di dare voce a tutti e non imporre alcun paletto, si è tradotta in un programma di interventi troppo eterogeneo, di fronte ai quali è risultato arduo avviare scambi di battute capaci di andare oltre qualche chiarimento.
Personalmente, tematiche di macroeconomia, considerazioni dal risvolto politico neppure tanto velato su decisioni e strategie di Governo nazionale risultano certamente interessanti ma ben al di sopra delle effettive potenzialità di una serata di questo tipo.
Proprio per questo, la scelta dell’argomento da presentare è ricaduta su qualche cosa che potesse riguardare tutti da vicino, qualche cosa di fronte al quale offrire un contributo o tirarsi indietro è una decisione personale e non dettata dalle circostanze. Per essere espliciti, è importante analizzare i particolari della situazione economica, e pochi probabilmente metterebbero in discussione l’opportunità di investire in ricerca, ma sono questioni sulle quali diventa fin troppo facile attribuire le responsabilità ad altri e di fronte alle quali l’unico dovere di cittadini raramente può andare oltre il voto in cabina."


L' articolo originale  lo trovare qui

mercoledì 9 novembre 2011

Matteo Contin spiega perche' la Noia potrebbe essere un 'oppurtinita'



Stasera abbiamo parlato tanto di problemi. Anche io ne ho uno ed è un problema di parole. Prendiamo ad esempio "Tempo libero", che farebbe presupporre a un'unità temporale imprecisata in cui non si ha nulla da fare. Ecco, vorrei allora capire come mai, sin da piccoli, impariamo a trovare modi per occuparlo quel tempo in cui non dovremmo fare niente.

Ho sempre letto per non annoiarmi e perchè era l'unico modo per andare a letto un pò più tardi quando ero piccolo. Con i genitori funziona sempre quando gli si chiede il permesso di stare svegli ancora un pò a leggere e non a vedere la tv. Si impressionano e tu puoi fare quello che vuoi.

Io quando avevo dieci anni, ero sempre annoiato. Il pomeriggio, finito i compiti, non sapevo mai cosa fare. Stavo un pò in giro per casa senza far niente, poi facevo qualcosa e mi dimenticavo di essermi annoiato. Se ho iniziato a scrivere (non che di mestiere faccia lo scrittore, lo faccio solo per sport), è proprio grazie alla noia. Avevo un computer con pochi giochi, figurarsi la connessione ad internet. Ho iniziato a scrivere perchè dopo che hai finito Fifa 1999 (quella con Vieri sulla scatola) e che i fuochi d'artificio del solitario non li sopporti più, la cosa che fai è mettersi a giocare con Word.

La noia è una delle cose più sottovalutate e ingiustamente combattute.

Perchè da un certo momento in poi abbiamo cominciato ad odiare il tempo libero e gli spazi vuoti? Non so, forse per la paura che nel nulla più totale, siamo obbligati per forza di cosa a rimanere con noi stessi. Mi piacerebbe vivere in un paese in cui nel nostro tempo libero, quel tempo libero lo sia davvero. Che sia libero dagli impegni e dalle agende, dalla palestra e dalle feste di compleanno, dal corso di decoupage e da quello di sub, dagli aperitivi e dalle visite ai parenti. Che sia, in fondo, un momento di assoluta libertà personale, dove possiamo permetterci di stare senza far nulla a guardare il soffitto, il cielo o fissare un muro. In silenzio, perchè si parla troppo di silenzio e non ne facciamo mai. Mi piacerebbe un paese che non ha paura nell'affrontarsi, nel pensare a sè stesso, che non ha paura del suo silenzio, perchè è proprio in quel silenzio che nascono le idee, le riflessioni, le storie.

E in un paese con un tempo libero per davvero, so che si potrebbe parlare in maniera più seria e partecipata dello spazio fisico in cui viviamo. Siamo circondati da spazi vuoti, geografici, non quelli della nostra testa, e mi piacerebbe che quei luoghi rimanessero tali. Mi piacerebbe che una volta riacquistato il nostro tempo libero, imparassimo a vedere gli spazi vuoti attorno a noi, non più come spazi inutili che solo una volta riempiti acquistano importanza, ma luoghi già colmi di cose invisibili che si possono sentire solo quando non si sta facendo niente.

Forse non sarà la soluzione a tutto, ma un pò di noia potrebbe anche aiutarci.

Aurora Onlus spiega come ridurre i costi dell' Asilo Nido e non solo



I negozianti pagano il parcheggio ai loro clienti: fin qui niente di strano, è una apprezzata abitudine. Ma a Tradate i negozianti offrono un altro genere di "sosta": quella dei bambini. Aldo Cipolli, presidente della cooperativa L'Aurora onlus, che gestisce il nido Nonna Papera, ha avuto l'intuizione di lanciare il progetto "Asilo gratis". "Il meccanismo è molto semplice", spiega, "i commercianti convenzionati fanno sconti ai genitori dei bambini che frequentano il nostro asilo e s'impegnano a versarci l'importo equivalente alla riduzione del prezzo. Noi accreditiamo la cifra alla Famiglia e rilasciamo al negoziante una fattura dove il denaro figura come donazione alla nostra onlus".La speranza dello staff di Nonna papera è che l'idea possa essere accolta anche da altre realtà del territorio per reagire alla crisi e ridare impulso all'economia locale.

Federico Cortiana racconta l' avventura della Virtus Solbiate


 

Eta' media della dirigenza 25 anni, che sia questa la soluzione...

martedì 8 novembre 2011

Stefano Catone spiega cosa hanno in comune l' Operatore di Borsa e il Pizzaiolo



 Stretti nella morsa della crisi finanziaria – forse una delle crisi più gravi della storia – non facciamoci prendere dalla fretta e dalla necessità del brevissimo termine, ma ricominciamo a pensare ai prossimi dieci, venti, cinquanta anni, perché solo con un pensiero di lungo periodo potremo costruire un paese migliore. Nei prossimi anni la crescita della popolazione mondiale e la crescita dei consumi mondiali eserciteranno pressioni sul prezzo delle materie prime. Senza materie prime non si vive, e per questo potranno essere loro il motivo di nuove guerre. 
Facciamo in modo che la speculazione sulle materie prime torni al suo ruolo naturale, e cioè quello di fornitore di liquidità al mercato, senza che sia la speculazione slegata dai fattori fondamentali a guidare i prezzi.
Allo stesso modo, la produzione di materie prime necessita di terra. Mentre Cina, Corea del Sud, Arabia Saudita e altri paesi acquistano in Africa terre per superfici equivalenti ad alcune nostre regioni, in Lombardia consumiamo 24 campi da calcio ogni giorno.
Una gestione attenta delle risorse, insomma. E pari dignità per operatore di Borsa, agricoltore e pizzaiolo.

Ivan Vaghi spiega perchè l' Italia non può rinunciare alla Ricerca di Base


Marco Tomasini spiega la Grande Crisi


Emanuele Ghioldi legge e commenta il Discorso di Pericle agli Ateniesi

       

video

                                                                                                                                                                                    

Laura Saporiti: Manifesto per il Paese che verrà


17 Marzo 2011

In occasione della celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia
L’ Associazione Iniziativa 21058 aveva presentato il suo 

MANIFESTO PER IL PAESE CHE VERRA’

 sarà letto e commentato da Laura Saporiti come introduzione al Barcamp




Un bellissimo sogno per altri 150 anni di storia comune, per un Paese finalmente compiuto nel quale:

Interesse nazionale, Legalità, Etica e Servizi per il Cittadino siano sempre le priorità di chi governa il Paese, al di là delle logiche di appartenenza a partiti e ad altri gruppi di interesse, unitamente alla capacità e al coraggio di varare interventi di lungo respiro capaci di dare sogni, speranze e dignità alle generazioni che verranno  

Tutti i cittadini possano partecipare con rinnovata passione al progresso del Paese attraverso l’attuazione di un Federalismo solidale costruito intorno ai Comuni, unico vero punto di contatto tra lo Stato e i Cittadini, e ad un sistema fiscale più equo e giusto

Attenzione agli altri, anche agli ultimi arrivati, Solidarietà, Integrazione e supporto alla Famiglia siano valori comuni e fondanti, perchè solo attraverso gli stessi si può aumentare la tenuta e la solidità del sistema Paese in un mondo che diventa sempre più globalizzato

Lavoro, Meritocrazia, Relazioni industriali, Salute e sistemi di Welfare siano forgiati sulle nuove esigenze produttive e sociali in modo da costrutire il futuro, e non gestire il solo contingente, garantendo lo sviluppo e il benessere delle imprese e di tutti i lavoratori      

Istruzione, Formazione, Innovazione, Tecnologia, Ambiente, Ricerca, Europa e Internazionalizzazione diventino le nuove frontiere della crescita culturale ed economica del Paese   

Arte, Storia, Tradizioni e Cultura siano ricompresi nel PIL Nazionale, in quanto ci piace pensare che lo stesso deve includere anche ciò che “rende la vita veramente degna di essere vissuta” 


Introduzione al Barcamp


Nella tradizione dell' Università di Stanford e sull 'esperienza maturata partecipnado ad ItaliaCamp , Iniziativa 21058ha organizzerà Lunedì 7 Novembre alle ore 21 un BarCamp dal titolo: L' Italia ce la farà? dedicato a promuovere nuove Idee per l' Italia. Sarà una conferenza collaborativa: dove  tutti contribuiranno alla riuscita dell'evento esponendo la propria idea in 5 minuti, a cui farà seguito una eventuale discussione con il pubblico per un max di 10 minuti. Il BarCamp sarà così generato dai partecipanti stessi. Nessuno sarà spettatore e tutti collaboreranno alla riuscita dell’evento: presentando un'idea attraverso un video, un Power Point o un racconto,  partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione.Lo scopo è di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al futuro del nostro Paese.



"L'Italia è  un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto".

Natalia Ginzburg, "Le piccole virtù".

Lunedì 31 Ottobre - Anteprima: L' Italia che non ce la farà

VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030

Il programma del Workshop " VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030 " rivolto ad Amministratori, Tecnici, Professionisti ...