venerdì 1 novembre 2013

La gente del Libro



QUANDO a marzo ha abbassato per l'ultima volta le saracinesche della libreria nel centro di Busto Arsizio, Francesca Boragno, famiglia di librai dal 1911, ha visto scorrere davanti a sé la storia di tre generazioni. Un'altra libreria storica all'ultimo capitolo, stesso rischio che a Milano sta correndo la Bocca, la più antica d'Italia.
«Abbiamo lottato e perso contro i punti vendita delle grandi catene. Ma non poteva finire così», spiega mentre le luci dei locali nel centro di Busto stanno per riaccendersi: il tribunale ha accordato lo scorporo di una parte dell'azienda dalla procedura di concordato preventivo e la "Boragno" è pronta a ripartire grazie all'azionariato popolare. «Mi hanno detto che era un progetto romantico. Invece abbiamo trovato venticinque soci, tutti alla pari. E presto potrebbero diventare trenta», dice prima di mettere in fila i grandi nomi ospitati in passato nell'ex sala da cinema, da anni parte della libreria. L'ultima, Inge Feltrinelli; più in là nel tempo, Tiziano Terzani. «La nostra storia sia un esempio. Le librerie sono memoria e storia, non possono chiudere».
Ventuno chilometri più a ovest, Saronno. Giulio e Carla, soci di Pagina 18, dopo cinque anni di attività, lo scorso marzo hanno deciso: «Rilancio o morte. Con un punto vendita di una grande casa editrice vicino al vecchio negozio, rischiavamo di affogare».
Pagina 18 è diventato un centro culturale che ha fatto rivivere gli spazi di un'altra storica libreria ormai chiusa, la Palomar. «Servivano 90mila euro, non li avevamo». È partito l'azionariato popolare: «In quarantacinque giorni abbiamo trovato trentacinque nuovi soci. Inaugurazione a luglio, nelle ultime due settimane abbiamo ospitato otto eventi. Si chiama libro, si legge amore». (da Repubblica)

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