mercoledì 25 gennaio 2017

Giulio Regeni era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del Futuro

È trascorso già un anno da quando Giulio #Regeni è stato rapito. Torturato per giorni e poi ucciso. Da allora omissioni, ambiguità e richieste di giustizia ancora disattese. Il caso di Giulio ha mobilitato le coscienze di tutti noi perchè è la storia di un ragazzo appassionato e curioso della vita, alla costante ricerca del confronto con se stesso e con gli altri. E, come scrivono i suoi genitori in questa toccante lettera pubblicata oggi su la Repubblica, era un contemporaneo, ma soprattutto un ragazzo del futuro. È alla sua famiglia, ma soprattutto a lui e a quello che rappresenta che dobbiamo la nostra battaglia per la verità. #365giornisenzagiulio #veritapergiulioregeni




domenica 22 gennaio 2017

Tra­smettere la Memoria

 Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, l’occasione per ricordare l’indicibile tragedia dell’Olocausto. I libri scritti sull'argomento (ogni anno ne vengono pubblicati di nuovi) sono numerosi: biografie, romanzi e saggi raccontano sotto ogni aspetto una delle pagine più buie della storia occidentale. Così questo triste anniversario può trasformarsi in un’occasione non solo di memoria e compianto, quanto di riflessione e approfondimento sia sulla tragedia dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti sia sulla complessa, precaria situazione storica, politica e sociale del mondo di oggi. La Redazione de il Libraio ha selezionato alcune delle novità più interessanti del panorama letterario sull'argomento. Una lista di consigli di lettura (non in ordine di importanza) per chiunque volesse approfondire.



– Piotr Cywinski, Non c’è una fine. Tra­smettere la memoria di Auschwitz (Bollati Boringhieri) Cywinski è il direttore del Memoriale e Museo di Auschwitz-Birkenau, un luogo che riceve ogni anno oltre un milione di visitatori che vorrebbero avere un’esperienza diretta di ciò che fu la Shoah. Con questo libro l’autore vuole trasmettere la memoria dell’indicibile e del non-credibile: pagine toccanti che andrebbero lette e meditate prima di un “Viaggio della Memoria“, per capire che lì non si troveranno risposte, ma altre domande: leggi un capitolo



– Tadeusz Pankiewicz, Il farmacista del ghetto di Cracovia (Utet) Il-farmacista-del-ghetto-di-Cracovia Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l’unica farmacia del quartiere, contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz restituisce la sua versione di questa tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la “soluzione finale”: Il farmacista del ghetto di Cracovia si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia.



– Vanna Vinci, Aida al confine (Bao publishing) Quando Aida si trasferisce a Trieste, città dei nonni materni, si ritrova all’improvviso al centro di misteriosi mutamenti nello scorrere del tempo, e ha così modo di riabbracciare i suoi cari, morti ormai da anni. Una storia che parla della prima guerra mondiale, ma anche della seconda, delle deportazioni, dei nazisti e delle leggi razziali. Vanna Vinci dà vita a un graphic novel abitato da figure malinconiche, rivelando emozioni ed esperienze in un racconto sospeso tra la vita e la morte. Il volume sarà in libreria dal 9 febbraio e contiene una postfazione ad opera dell’autrice con documentazione storica sulla città di Trieste e, in particolare, sulla Risiera – unico campo di concentramento in Italia dotato di forno crematorio.



Primo Levi (a cura di Marco Belpoliti), Opere complete (Einaudi), Voll 1 e 2
Oggi Primo Levi è considerato un autore a tutto tondo, di importanza internazionale, e non più “solo” un fondamentale testimone della tragedia dell’Olocausto – quale era ritenuto nel 1997, all’epoca della prima edizione della sua Opera completa. Nella presente pubblicazione (composta di due volumi, cui si aggiungerà un terzo) si tiene conto degli studi intrapresi negli ultimi vent’anni attraverso convegni, mostre, dibattiti, lezioni pubbliche, nonché degli approfondimenti compiuti dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e della recente edizione americana dei Complete Works.



Aharon Appelfeld, Il partigiano Edmond (Guanda) Il partigiano Edmond Ucraina, ultimo anno di guerra. Edmond ha 17 anni quando riesce a sfuggire alla deportazione, ed entrare in una banda di partigiani ebrei. Gli addestramenti quotidiani e la vita comunitaria lo hanno irrobustito facendo del liceale di buona famiglia un uomo pronto a fronteggiare la morte e (cosa ancor più difficile) le proprie radici e i ricordi: la fede degli avi, il distacco dai genitori e la distanza emotiva nell’ultimo periodo trascorso insieme che ora gli appare imperdonabile. Stare con i partigiani significa riscattarsi, riguadagnare uno scopo che renda la vita degna di essere vissuta. Questo gruppo di uomini, donne e bambini, che lotta contro il freddo e l’estrema miseria non vuole solo sopravvivere, ma anche, e soprattutto, salvare il proprio popolo e raggiungere “la vetta”, il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione.


Viktor E. Frankl, L’uomo alla ricerca di senso. Uno psicologo nei Lager e altri scritti inediti, Franco Angeli A 50 anni dalla prima edizione italiana, un’edizione nuova e corredata da un testo (finora inedito in Italia) in cui Frankl spiega in termini molto divulgativi la sua teoria. Un libro che non è solo una raccolta memorie della Shoah, anche se una testimonianza di particolare rilievo perché la condizione estrema dell’internato – sperimentata di persona da Frankl prima ad Auschwitz e poi a Dachau dal 42 al 45 – è descritta e interpretata con lo sguardo quasi distaccato dello psicologo; ma anche e soprattutto un libro di psicologia. Quella di Frankl  è infatti una ricerca ante litteram delle radici della resilienza umana. Una riflessione sulla condizione umana che vale per tutte le situazioni-limite (sofferenze, malattie, lutti…) che sfidano la capacità dell’uomo di resistere e di sopravvivere.


Emmanuelle Pirotte, Oggi siamo vivi (Nord) Dicembre 1944. Una bambina ebrea e un soldato tedesco divisi da una pistola, tutto intorno la neve. Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici, e in cui la salvezza sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Ma anche nell’ora più buia, basta un’unica, coraggiosa scelta per varcare il confine che separa la vita dalla morte, il bene dal male, l’aguzzino dall’eroe. Un romanzo che ricorda che non è mai troppo tardi per cambiare il nostro destino.


Maurizio Molinari e Amedeo Guerrazzi Osti, Duello nel ghetto. La sfida di un ebreo contro le bande nazifasciste nella Roma occupata (Rizzoli) Moretto nel 1943 è l’unico ebreo romano che durante l’occupazione nazista resta in città per dare la caccia ai suoi persecutori. Pugile dilettante, la sua vita cambia dopo il 1938 ma lui trova il modo per ribellarsi: fa innamorare la nipote di Luigi Roselli, uno dei più spietati e pericolosi collaboratori italiani dei nazisti, e, grazie alle informazioni della giovane, lancia una sfida alle bande comandate dal colonnello Kappler, capo della polizia tedesca di Roma. Arrestato due volte, riesce sempre a fuggire mettendo in atto stratagemmi e altri intrighi, continuando a combattere contro centinaia di spie, delatori e poliziotti fascisti…


Orbach Danny, Uccidere Hitler. La storia dei complotti tedeschi contro il Führer, (Bollati Boringhieri) Questo libro è un nuovo studio della cospirazione clandestina antinazista in Germania e dei numerosi tentativi che questa rete di resistenza organizzò nel tempo per assassinare Adolf Hitler. È una storia che toglie il fiato, mentre l’autore racconta segrete riunioni notturne, profonde crisi di coscienza e duri scontri tra vecchi amici su come e quando abbattere il nazismo. Lo sguardo innovativo di Danny Orbach analizza con l’occhio dell’uomo di intelligence, oltre che con quello dello storico, la rete clandestina e le sue dinamiche operative.



Alon Confino, Un mondo senza ebrei (Mondadori) Se alla base dello sterminio degli ebrei vi era l’ideologia razziale, come spiegare un episodio come quello della “notte dei cristalli“, in cui un’esplosione di follia il 9 novembre 1938 fece bruciare la Bibbia ovunque in Germania? Partendo da questo particolare, nel suo saggio l’autore ripercorre la cultura degli anni precedenti la guerra per capire come i tedeschi arrivarono a costruire l’idea di una Germania senza ebrei: Confino ricostruisce le storie che i Nazisti si raccontavano, sulle loro origini e sul loro futuro, e come questo immaginario portò alla conclusione che gli ebrei dovevano essere sterminati perché la civiltà nazista potesse finalmente trionfare.



Saul Friedländer, Gli anni dello sterminio (Garzanti) In questa poderosa sintesi il premio Pulitzer 2008 Saul Friedländer studia la macchina nazista ai suoi diversi livelli e nei diversi paesi, al fine di capire la scala, la complessità e l’interdipendenza dei vari fattori che resero possibile lo sterminio. Il materiale esaminato è enorme: non solo documenti ufficiali, ma anche diari, lettere e memorialistica. Il libro restituisce una terribile pagina di storia in tutte le sue sfaccettature, erigendo un autentico monumento alle sue vittime.– Steven Beller, L’antisemitismo (Il Mulino)l'antisemitismoSe l’odio per gli ebrei e il giudaismo segna la civiltà occidentale fin dai tempi dell’Impero romano, l’ideologia e la politica antisemita sono un fenomeno che si sviluppa nel corso dell’Ottocento, in particolare nell’Europa centrale. È questo antisemitismo moderno che sfocia, tragicamente, nella Shoah. Questo saggio, oltre a ripercorrere le cause dell’intolleranza diffusa, arriva a dimostrare come oggi il rischio di un ritorno dell’antisemitismo stia nella ripresa dei nazionalismi esclusivisti, che non accettano e dunque negano le differenze.



Baba Schwartz, I 3000 di Auschwitz (Newton Compton) Nel marzo 1944 la Germania invase l’Ungheria e quasi 300.000 ebrei vennero deportati nei campi di concentramento. Baba Schwartz era tra loro. In questo libro, intenso come un memoir e appassionante come un romanzo, Baba Schwartz descrive l’innocenza e la spensieratezza dell’infanzia e della prima giovinezza e l’orrore indicibile dei suoi sedici anni quando, nel maggio del 1944, i nazisti arrivarono per portarlo via. Ricco di amore nonostante l’odio e di speranza in mezzo a tanta disperazione, I 3000 di Auschwitz è un libro straziante e al tempo stesso carico di fiducia.



Scheyer, Un sopravvissuto (Guanda) Non solo documento e testimonianza, non solo un caso editoriale: Un sopravvissuto è un testo di grande livello letterario, firmato da un intellettuale ebreo austriaco costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938, dopo l’Anschluss. Giornalista e scrittore, Moriz Scheyer ha ricostruito in presa diretta un’esperienza unica, che ha del miracoloso, riversando in queste pagine la sua parabola individuale, i suoi incontri, le sue paure e le sue speranze, quando ancora non aveva alcuna certezza di quale sarebbe stato il suo destino.



Hans Mommsen, La soluzione finale: Come si è giunti allo sterminio degli ebrei (Il Mulino) Un saggio che ricostruisce come l’antisemitismo tedesco divenne la cifra caratteristica dei movimenti di destra e del partito hitleriano durante gli anni della Repubblica di Weimar, e con il nazismo al potere si tradusse in persecuzione sempre più violenta. Ma fu la guerra all’est a far precipitare la situazione: da un lato la conquista di territori con una cospicua popolazione ebraica, dall’altro il fallimento dell’attacco all’Urss che mandò in fumo il progetto di deportare gli ebrei in Siberia. Arbitrio, efficienza, ottundimento morale: lo sterminio si nutrì di se stesso, finché, con le deportazioni a partire dall’estate 1942, si dichiarò per quello che era, il programma di un genocidio.



Marco Belpoliti, La prova: Un viaggio nell’Est Europa sulle tracce di Primo Levi (Guanda) Tra l’ottobre del 2004 e l’estate del 2005, Marco Belpoliti e il regista Davide Ferrario si sono messi sulle tracce di Primo Levi per trarne un film. Dalla Polonia all’Ucraina, dalla Bielorussia alla Moldavia, dalla Germania all’Austria, hanno visitato i luoghi in cui era passato Levi, documentando quello che vedevano e ascoltando le storie che quei posti e le persone che li abitavano avevano da dire loro. Da questa esperienza è nato La prova: un taccuino di viaggio fatto di parole, fotografie e disegni Tregua per capire l’Europa che sarebbe venuta. Pubblicato con una nuova postfazione a distanza di dieci anni dalla prima uscita, il libro si muove agile tra storia e memoria, tra passato e presente e costituisce anche un modo per entrare nell’opera di Primo Levi attraverso un corpo a corpo con le sue parole, le sue idee, i suoi pensieri.



Andrea Molesini, All’ombra del lungo camino (BUR Rizzoli Ragazzi) Un libro sul potere dell’amicizia e dell’immaginazione: sul suo straordinario potere di rendere liberi, sempre. Molesini, vincitore del premio Supercampiello del 2011 e Premio Andersen alla carriera, racconta in questo libro l’amicizia tra Merlino e Schulim e il loro rocambolesco piano di fuga dall’orrore di un lager. “Hai ragione, Schulim” disse Merlino. “Quello che davvero vogliono è farci simili a bestie così, quando ci uccideranno, uccideranno delle bestie, non degli uomini. Ma finché avremo memoria, noi resteremo uomini e, a dispetto delle botte, della fame e delle umiliazioni, li costringeremo a uccidere degli uomini: così, fino alla fine dei tempi, gli assassini verranno chiamati assassini”.



Edith Bruck, La rondine sul termosifone (La nave di Teseo) Protagonista del libro è il poeta Nelo Risi, terzo marito della scrittrice, scomparso nel settembre 2015. Edith Bruck le è stata accanto sino alla fine, trascorrendo accanto a lui gli anni della progressiva demenza, che lo ha allontanato dal mondo, dai suoi ricordi, dagli affetti, dal lavoro. Ne emerge il ritratto di una donna straordinaria che, testimone dell’orrore della Shoah e memore del dolore subito, ha deciso di rimanere al fianco dell’uomo amato. Così il ritratto di un amore diventa l’occasione per fare un bilancio della propria vita e del proprio rapporto con gli uomini, dando vita a un libro intimo, in cui la grande storia e le tragedie dell’autrice si affacciano, ma schermate dall’oblò di storie più personali.



Nicoletta Sipos, La promessa del tramonto (Garzanti) Tibor è un giovane medico ebreo che ha passato la vita a scappare: dalle leggi razziali dell’Italia fascista e dai campi di lavoro prima, dall’odio strisciante dell’Ungheria del 1951, in cui imperversa la dittatura stalinista, poi. La sua colpa è sempre stata una sola: quella di esistere. E adesso che è nascosto in un ripostiglio buio di una nave che dovrebbe portarlo verso la libertà, la luce che illumina il suo cammino è lei: Sara, la donna per cui ha rischiato tutto. La donna che lo aspetta, già in salvo, in Italia. La guerra e la famiglia di Sara, che non credeva nella forza dei loro sentimenti, hanno provato a dividerli. Ma nessuno è riuscito a spezzare il legame che li unisce, e ora Tibor sta cercando di raggiungerla.



Gian Piero Bona, L’amico ebreo (Ponte alle Grazie) Un romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la vicenda di Sergej, ebreo quindicenne di origine russa, che la famiglia Bona accoglie in casa propria nel 1942, a Carignano, paese in provincia di Torino. Sergej viene fatto figurare come un lontano parente, stratagemma che lo pone al riparo dalle insistenti attenzioni del comandante locale delle SS, Richtel, personaggio grottesco e imprevedibile che dopo l’8 settembre ha deciso di installarsi proprio nella villa dei Bona. Tra Sergej e Gian Piero si instaura un profondo senso di comunanza, rinsaldato dalla passione per la musica e la poesia, dall’implacabile crudeltà degli occupanti tedeschi, e soprattutto dagli orrori – già in parte noti – della Shoah. Ma forze misteriose minacciano il destino del giovane latitante e della coraggiosa famiglia che lo ospita.



Tania Crasnianski, I figli dei nazisti, Bompiani Un saggio che racconta in otto storie esemplari la vita dei figli dei fedelissimi di Hitler, nati tra il 1927 e il 1944 e vissuti in un’infanzia dorata. Molti hanno scoperto la verità sui propri genitori solo dopo la fine della guerra, e le reazioni sono state le più diverse: c’è chi, come la figlia di Himmler, ha dedicato la propria vita alla riabilitazione della figura paterna o chi, come il figlio di Höss, è diventato un fiero negazionista; ma anche chi, come Rolf Mengele, ha deciso di cambiare il proprio cognome per non tramandare ai figli la vergogna, o chi ha scelto la via della fede, diventando missionario o convertendosi all’ebraismo.

Missione Giöbia

Una tradizione di gennaio che dura da molti secoli mette in moto tutto l'Alto Milanese, l'ultimo giovedì: è la festa della Giöbia. 

 (Solbiate Olona, 2011)
 
la Giöbia a Busto Arsizio

Quest'anno grazie a quattro amici la Giöbia di Busto Arsizio 
sarà 2.0 Un grazie sentito a Marilena, Andrea, Chiara e Tiziano




comunque ci sarà anche quella tradizionale




la Giöbia in Valle Olona







Giovedì 26 gennaio 2017 Festa della Gioebia

I visitatori potranno ascoltare i racconti di cinque secoli di storia agreste del monastero.
Dalle ore 18.00 sarà possibile effettuare speciali visite serali al bene – aperto eccezionalmente per l’occasione durante la pausa invernale – e alle ore 20 sarà servita la cena nel ristorante interno al monastero “La Cucina del Sole”, con il tipico menu della Festa della Giöbia.



...ma soprattutto, la Giöbia di Solbiate 
sarà ancora quella più bella di tutta la Valle Olona?




 e per i ritardatari






Questa celebrazione, che scende da ricordi ancestrali, si colloca nel momento in cui la campagna, giunta al colmo dell'inverno, nei suoi giorni più rigidi, offre al contadino l'opportunità, nel riposo delle colture e nel forzato ozio, di dare sfogo alla fantasia, che è sempre fantasia rievocativa e propiziatrice.

Chiusi al tepore di un ricovero, nella monotonia dell'inverno, e nell'attesa di un ritorno al sole e alla vita, nascono sempre, assieme alle speranze, anche oscuri timori: di streghe, di spiriti vaganti, di un malefico influsso di astri e costellazioni per il nuovo anno (e si guarda sospettosi al cielo ammantato di grigio), di un immaginario artefice di possibili sciagure, che deve essere distrutto in tempo, così da ridare al contadino la tranquillità per il nuovo raccolto.

Nasce da qui l'esigenza, pressochè inconscia, di festosi riti propiziatori che mescolano antichi sentori e credenze pagane con nuovi insegnamenti Cristiani, fra cui deve esser menzionata l'eterna lotta fra il bene, propiziato dalla preghiera, ed il male rappresentato dal Demonio o dalle streghe. Quando divenne illecito o disdicevole bruciare nel rogo le presunte streghe (tristi ricordi delle buie pagine della inquisizione) , le si sostituì con dei fantocci che, in qualche emodo, ricordassero quel rito collettivo crudele ma propiziatorio, quello sfogo, quella liberazione simbolica delle ansie.
Poichè, però, il fantoccio - da solo - non appare sufficiente a liberare il mondo dalle ansie, dai mali, dalle paure, occorre accompagnarlo con riti adatti. Non si prega tanto, alla Giöbia. Invece si festeggia, si respira l'incantevole profumo del risotto con la salsiccia.

Il fuoco, che riscalda e purifica, ricorda le quotidiane esigenze per l'inverno, che è freddo e portatore di malanni.

Il risotto, ricorda invece l'opulenza estiva, ove il cibo abbonda (o, forse, meglio dire, è meno scarso!), e le messi estive forniscono la speranza per un futuro ancora ... non diremo sereno, ma quantomeno non terribile.

Ecco, dunque, che al fuoco sacro, che brucia la "strega", si associa anche il simposio, la cena con riso e salsicce (quantomai pregiate, nei tempi andati), e ci si prepara fiduciosi ad una nuova stagione agricola: già a febbraio si posson mettere in moto i meccanismi agrari, ed il calore del falò collettivo propizierà la imminente fine dell'inverno più duro! (http://www.bustocco.com)


per Davide Van De Fross
"In provincia di Varese, l'usanza della Giubiana è nota anche come "Puscena di donn" - ossia il dopocena delle donne - perchè le donne usavano ritrovarsi senza mariti e trascorrere assieme la serata cenando con polenta e "bruscitt" (straccetti di manzo). In quell'occasione, gli uomini dovevano regalare a mogli e fidanzate il tradizionale "cör bunbun", un dolce tipico a forma di cuore, pena un'estate invasa dai moscerini".
http://www.itinerarifolk.com

giovedì 12 gennaio 2017

...e ritorna anche il Cineforum


L'Associazione Fuori dalle Quinte, con il patrocinio del Comune di Solbiate Olona, organizza la stagione dedicata al Cineforum.

L'iniziativa, curata da Matteo Contin, si svolgerà presso
il Centro Socio Culturale Via dei Patrioti a Solbiate Olona, 
nelle date sotto riportate:

Giovedì 2 febbraio 2017 - ore 21: "Il Figlio di Saul"

Giovedì 9 febbraio 2017 - ore 21: "Tutto può accadere a Broadway"

Sabato 11 febbraio 2017 -  ore 15: film per ragazzi e famiglie

Giovedì 23 febbraio 2017 - ore 21: "Ma loute"

Giovedì 9 marzo 2017 - ore 21: "Veloce come il vento"

Giovedì 23 marzo 2017 - ore 21: "Lo chiamavano Jeeg Robot"

Giovedì 6 aprile 2017 - ore 21: "The Witch"

Ingresso gratuito.

lunedì 9 gennaio 2017

Ritorna SolbiaTeatro!

Grazie a Fuori dalle Quinte torna SolbiaTeatro



A partire da Sabato 21 Gennaio torna la tanto apprezzata Rassegna Teatrale di Solbiate Olona! con Un Medico su misura: Scambi d'identità, sotterfugi, equivoci, amori segreti sono gli elementi base per questa divertente commedia...



...nell'abitazione di un medico, il dottor Martini, sposato con Yvonne. La sera prima Martini si era recato al ballo dell’Opera per incontrare la bella Susanna Alberti, da lui corteggiata. Tornato a casa ed avendo dimenticato le chiavi , per non far insospettire la moglie, trascorre la notte all'aperto. La moglie si accorge, di prima mattina, che il marito non è in camera e lo sospetta di infedeltà. Martini cerca di discolparsi con la moglie raccontando di aver trascorso la notte al capezzale del suo amico Bassetti gravemente ammalato. Subito dopo giunge a casa Martini l’amico Bassetti, il quale sta cercando di dare in affitto degli appartamenti di sua proprietà. Giunge la madre di Yvonne, la combattiva Signora Clotilde, che si rende conto dell'esistenza di problemi nel matrimonio della figlia. Martini, per poter continuare ad incontrare Susanna, finisce per prendere in affitto un appartamento di
Bassetti che in precedenza era stato occupato da una sarta. La porta dell'appartamento non chiude bene permettendo così l'ingresso di visitatori inaspettati e non graditi. Quando il dottor
Martini si trova in intimità con Susanna , giungono alla spicciolata una serie di personaggi :
Alberti, il marito di Susanna ; Rosa, amante del signor Alberti; Bassetti ; la Signora Clotilde e infine Yvonne sua moglie. Martini finge allora di essere un sarto per signora e , per coprire la sua tresca, racconta ad ognuno una serie di simpatiche ed esilaranti bugie con conseguente inizio di una serie di episodi paradossali che sono portati avanti fino alle estreme conseguenze.

L'ultimo atto si svolge ancora nell'abitazione del dottor Martini dove giungono gli stessi personaggi del secondo atto, fatti introdurre dal maggiordomo Ambrogio. Anche qui non mancano gli equivoci , ma dopo lunghe discussioni il dottor Martini riesce finalmente a risolvere la situazione ingarbugliata: si ricompongono le coppie legali, ciascun marito accetta per buone le spiegazioni fornite dalle mogli e si ristabiliscono in tal modo le serenità coniugali.

L'attualità di questa datata commedia , scritta nel 1896, sta nel fatto che il pubblico di oggi, vedendo questo genere di teatro leggero e farsesco, non lo considera come figlio di un'epoca passata e superata, ma coglie in esso una relazione con il presente e con la società attuale.


https://www.facebook.com/Fuori.dalle.quinte

10 SCATTI DI UN PAESE CHE PUO’ RIPARTIRE

 L’ITALIA IN 10 SELFIE 2017 DI FONDAZIONE SYMBOLA.
10 SCATTI DI UN PAESE CHE PUO’ RIPARTIRE

“Per rilanciare l’economia e affrontare le sfide del mondo dobbiamo guardare ai nostri punti di forza, senza mai dimenticare i nostri mali antichi e i tanti problemi di oggi. Possiamo ripartire da un’Italia che guarda con fiducia al futuro – spiega il presidente di Symbola Ermete Realacci nelle premessa di L’Italia in 10 selfie 2017 della Fondazione Symbola – perché non rinnega la propria anima. Un’Italia competitiva anche grazie alla coesione, alla cura del capitale umano, al rapporto forte con i territori e con le comunità. L’Italia può essere un avamposto di quell’economia più forte e insieme più sostenibile e a misura d’uomo che emerge dall’Accordo di Parigi, confermato alla COP22 di Marrakech, sul clima. Quella che leggiamo negli auspici di Papa Francesco. Un’economia che può dare risposte adeguate alle nuove domande dei consumatori globali del XXI secolo: equità, sostenibilità, bellezza. Sono i temi che l’Italia deve mettere al centro dell’azione di Governo e del G7 che ospiterà a maggio da presidente di turno”.
Questi i dieci “Selfie” per l’Italia:


1. L’ITALIA È UNO DEI CINQUE PAESI CHE VANTA UN SURPLUS MANIFATTURIERO SOPRA I 100 MLD DI DOLLARI
Nel 2015, con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 103,8 mld di $, ci confermiamo quinti al mondo dopo Cina (1.062,1 mld), Germania (362,3 mld), Corea del Sud (201,8 mld), Giappone (174,7 mld). Si consolida così il ruolo di punta del nostro Paese nell’industria mondiale, e la capacità delle nostre imprese di competere sui mercati globali.

2. LA GREEN ECONOMY DA’ FORZA ALLE IMPRESE ITALIANE.
Sono oltre 385 mila le aziende italiane (26,5% del totale dell’industria e dei servizi, nella manifattura addirittura il 33%) che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy - che vale 190,5 mld di € di valore aggiunto, il 13% dell’economia nazionale. Con vantaggi competitivi in termini di export (il 46% delle imprese manifatturiere eco-investitrici esporta stabilmente, contro il 27,7% delle altre), di innovazione (il 33,1% ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 18,7%) e di fatturato (il 35,1% delle imprese green lo ha visto crescere nel 2015 contro il 21,8%). La green economy fa bene anche all’occupazione. Nel 2016 le imprese che investono green assumono di più: 330 mila dipendenti, pari al 43,9% del totale delle assunzioni, stagionali e non stagionali, previsti nell’industria e nei servizi.

3. PRIMI NEL MONDO NEL FOTOVOLTAICO
L’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (8%, dati relativi al 2015), meglio di Grecia (7,4%) e Germania (7,1%), ma anche di paesi come Giappone (sotto il 4%) e USA (meno dell’1%). È prima tra i grandi paesi Ue per quota di rinnovabili nel consumo interno lordo (17,1%).

4. LEADER IN EUROPA NELL’EFFICIENZA DI ENERGIA ED EMISSIONI
Il modello produttivo italiano si conferma tra i più innovativi ed efficienti in campo ambientale. A partire dai consumi energetici e dalle emissioni inquinanti: con 107 tonnellate di CO2 equivalente per milione di euro prodotto siamo secondi per minore intensità di emissioni atmosferiche, dietro la Francia (93, aiutata in questo caso dal nucleare) e davanti a Spagna (131), Regno Unito (131) e Germania (154). Con 14,3 tonnellate di petrolio equivalente per milione di € prodotto l’Italia è il secondo Paese tra le cinque grandi economie comunitarie per minori input energetici a parità di prodotto.

5. PRIMI IN EUROPA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE
Il nostro Paese è leader europeo nel riciclo industriale: in Italia sono stati recuperati per essere avviati a riciclo 47 mln di tonnellate di rifiuti non pericolosi, il valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei, seguiti da Germania con 43,6, Regno Unito 38,8, Francia 29,5 e Spagna 23,7. Il riciclaggio nei cicli produttivi industriali ci ha permesso di risparmiare energia primaria per oltre 17 mln di tonnellate equivalenti di petrolio, ed emissioni per circa 60 mln di tonnellate di CO2.

6. L’INDUSTRIA ITALIANA È QUARTA PER SURPLUS DEL MACHINERY
Con 59,5 mld di $ di surplus, l’industria italiana del machinery si conferma nel gruppo di testa della graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta dai competitor tedeschi (108 mld), cinesi (84,5 mld) e giapponesi (69,4 mld). Tra i prodotti più esportati le macchine per l’agricoltura e il tabacco, quelle per l’industria alimentare, quelle per lavorare legno, metalli, materie plastiche e minerali non metalliferi (pietre ornamentali e ceramica, ad esempio), macchine per imballaggi e giostre, apprezzate particolarmente per l’attenzione al minor consumo di energia a parità di prestazione.

7. CULTURA, BELLEZZA E CREATIVITÀ PER COMPETERE. PRIMI PER SITI UNESCO
Alla filiera della cultura l’Italia deve 89,7 mld di €, il 6,1% della ricchezza prodotta nel Paese nel 2015. Questi quasi 90 mld ne mettono in moto altri 160,1 nel resto dell’economia: 1,8 € per ogni € prodotto dalla cultura. Si arriva così a 249,8 mld prodotti dall’intera filiera culturale, dal design al made in Italy, dai new media al patrimonio storico culturale fino al turismo: il 17% della ricchezza nazionale. Cultura e creatività danno lavoro al 6,1% del totale degli occupati, 1,5 mln di persone. L’Italia vanta il primato mondiale per numero di siti Unesco: sono ben 51 quelli riconosciuti al nostro Paese.

8. L’INDUSTRIA ITALIANA DEL LEGNO ARREDO È SECONDA PER SURPLUS COMMERCIALE. CAMPIONE DI SOSTENIBILITÀ
Con 9 mld di $ di surplus l’industria italiana del Legno Arredo è seconda al mondo per saldo della bilancia commerciale, preceduta solamente dalla Cina (86,3 mld). Il primo importatore dei prodotti del legno arredo made in Italy è la Francia (1.061 mln €, anno 2015), seguito da Germania (844 mln), UK (719 mln), Svizzera (555 mln), Russia (527 mln), Spagna (407 mln), Emirati Arabi (295 mln), Cina (288 mln, dove siamo il primo fornitore nazionale),. L’industria del Legno Arredo made in Italy è all’avanguardia nella sostenibilità ambientale, dai consumi di energia alle emissioni.

9. LE IMPRESE ITALIANE SONO TRA LE PIÙ COMPETITIVE
Su un totale di 5.117 prodotti - il massimo livello di disaggregazione statistica del commercio mondiale - nel 2014 l’Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 899: quasi uno su cinque. Per un valore totale di 200 mld di $. L’eccellenza del made in Italy sta nell’elevata diversificazione delle sue specializzazioni, che sono imperniate soprattutto nei macrosettori delle ‘4A’ (Alimentari-vini, Abbigliamento-moda, Arredo-casa e Automazione-meccanica-gomma-plastica).

10. PER 68 PRODOTTI IL NOSTRO PAESE È LEADER DELL’AGROALIMENTARE DI QUALITÀ. LA NOSTRA AGRICOLTURA PIÙ SOSTENIBILE E SICURA
Tra i prodotti dell’agroalimentare italiano, 16 sono primi sui mercati internazionali. Dalla pasta ai pomodori e altri ortaggi, da aceto e olio ai fagioli: tutti campioni assoluti nelle quote di mercato mondiale. E ce ne sono altri 52 per i quali siamo secondi o terzi: siamo sul podio nel commercio mondiale, insomma, per ben 68 prodotti. Il nostro è il Paese più forte al mondo per prodotti ‘distintivi’: primi nel food, con 292 tra Dop/Igp/Stg, e nel vino, con 523 Doc/Docg/Igt. L’Italia è seconda in Europa per superficie agricola biologica. E prima per numero di imprese del settore.

qui il Rapporto Completo


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sabato 7 gennaio 2017

Sappiate che questo paese appartiene a Voi

«Sappiate che questo paese appartiene a Voi, a tutti Voi, a prescindere da quale sia la vostra origine o il vostro stile di vita. Se voi o i vostri genitori siete immigrati, sappiate che fate parte di una grande tradizione americana: il mescolarsi di nuove culture, talenti e idee che generazione dopo generazione ci hanno reso il più grande paese del mondo.Se la vostra famiglia non ha molti soldi, voglio ricordarvi che in questo paese moltissime persone, tra cui me e mio marito, hanno cominciato con molto poco ma che con tanto duro lavoro e una buona istruzione tutto è possibile, anche diventare presidente. Questo è il sogno americano. E se siete credenti, sappiate che la diversità religiosa è un’altra grande tradizione americana. Le prime persone che sono arrivate in questo paese sono venute proprio per professare la loro fede liberamente. Che siate musulmani, cristiani, ebrei, induisti o sikh, queste religioni insegnano ai nostri giovani che cosa sono la giustizia, la compassione e l’onestà, quindi io voglio che i giovani continuino a imparare e seguire questi valori con orgoglio. Vedete, la nostra grande diversità, le nostre diversità di fedi, colori e convinzioni non sono una minaccia a ciò che siamo: sono ciò che ci rende ciò che siamo.
...
Non lasciate che nessuno vi faccia sentire come se non contaste niente. Come se non ci fosse posto per voi nella nostra storia americana, perché voi ce lo avete un posto e avete il diritto di essere esattamente chi siete.
...
Il mio ultimo messaggio da First Lady per i giovani è semplice. Voglio che i nostri giovani sappiano che sono importanti, che loro appartengono a questo paese. Non abbiate paura, concentratevi. Siate determinati. Abbiate speranza. Credete in voi stessi e datevi la possibilità di una buona istruzione. Poi costruite un paese che si meriti le vostre illimitate capacità. (…) Sappiate che io sarò con voi, tifando per voi e lavorando per aiutarvi per il resto della mia vita».

mercoledì 4 gennaio 2017

Pink is Good


il 15 gennaio prossimo presso le Scuole Medie ci sarà un evento benefico importante, si tratta di una lezione di Zumba di due ore aperta a tutti il cui ricavato andrà a favore della Fondazione Umberto Veronesi per la lotta contro il Tumore al Seno.



Di seguito il modulo di iscrizione.

Grazie a tutti




domenica 1 gennaio 2017

Siamo tutti cugini

Cosa faresti se scoprissi che non sei al 100% originario del paese di cui ti sei sentito parte tutta la vita? La risposta arriva da un bell’esperimento che occuperà in modo degno i prossimi 5 minuti, fidatevi. 67 persone di diverse nazionalità credono di provenire dal loro paese e nutrono diffidenze verso altri stati. Dopo l’esame del DNA però tutto cambia, e le loro reazioni sono bellissime.



Si chiama “The DNA journey“, ed è una campagna ideata da Momondo.com, un motore di ricerca viaggi.Di recente ha vinto l’oro nella categoria miglior “film online” all’ultimo Festival della Creatività Eurobest 2016

Potete scoprire le storie personali di Jay, Carlos, Yanina, Karen e Ellaha qui: http://momon.do/DNA.Playlist

"In un sondaggio indipendente che ha coinvolto 7.292 persone di 18 paesi, abbiamo scoperto che più della metà di noi pensa che ci sarebbe meno intolleranza nel mondo se le persone viaggiassero di più e tre quarti di noi credono che viaggiare ci faccia considerare più positivamente le differenze e la diversità". Scopri di più su http://www.momondo.it/ispirazione/the-dna-journey-celebra-la-diversita/#T2fUF9uWsf38wgdv.99

It’s easy to think there are more things dividing us than uniting us. But we actually have much more in common with other nationalities than you’d think. We asked 67 people from all over the world to take a DNA test, and it turns out they have much more in common with other nationalities than they would ever have thought. 

Let’s Open Our World is an invitation to travel across boundaries, embrace our differences and open our world. At momondo we believe that everybody should be able to travel the world, to meet other people, and experience other cultures and religions. Travel opens our minds: when we experience something different, we begin to see things differently. Share this video, and help us spread the word – and open our world. 

Discover more personal stories from Jay, Aurelie, Carlos, Yanina, Karen and Ellaha here: http://momon.do/DNA.Playlist

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The film was shot in Vega, Copenhagen, Denmark, and directed by Jeppe Rønde. 

For more about our vision, please visit: www.momondo.com/letsopenourworld

VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030

Il programma del Workshop " VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030 " rivolto ad Amministratori, Tecnici, Professionisti ...